150wd

 

De Chirico. Il sentimento dell’architettura
Opere della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico

8 dicembre 2011 – 29 luglio 2012 – Brasile
Fundação Iberê Camargo, Porto Alegre, 8 dicembre 2011 – 4 marzo 2012
Museu de Arte de Sao Paulo, Brasile, 21 marzo – 20 maggio
Casa FIAT de Cultura, Nova Lima, 29 maggio – 29 luglio
Si è conclusa la mostra che durante gli otto mesi di permanenza nelle tre sedi museali brasiliane ha registrato una forte affluenza di pubblico per un totale di oltre 225,000 visitatori.

In occasione dell’anno dell’Italia in Brasile 2011-2012, la Fundação Iberê Camargo, il Museu de Arte de São Paulo e la Casa FIAT de Cultura sono lieti di ospitare questa mostra, curata da Maddalena D’Alfonso, dedicata all’illustre Maestro della Metafisica.

Organizzata con la collaborazione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico e patrocinata da parte dell’Ambasciata Italiana in Brasile e dall’Istituto Culturale Italiano in Brasile, l’esposizione propone al pubblico una sessantina di opere (tra cui dipinti e sculture che appartengono al periodo cosiddetto neometafisico, anni Sessanta e Settanta) nonché tutte le 66 litografie che il Maestro realizzò per i Calligrammi di Guillaume Apollinaire (1930), che vengono qui esposte forse per la prima volta insieme. La mostra ha avuto un forte flusso di visitatori con oltre 70,000 visite ad oggi.

Rappresentando un’occasione unica per il pubblico brasiliano per conoscere l’opera di Giorgio de Chirico, la mostra prende in esame uno dei motivi centrali della sua pittura: la propensione all’architettura, individuando come campo di indagine la città e gli scenari urbani raffigurati nelle sue opere. Scopo principale dell’esposizione è di offrire al visitatore una lettura dello spazio urbano dechirichiano – concepito come civitas – e del rapporto tra figura e spazio architettonico. Nelle sue opere l’immaginario urbano e la città incarnano la dimensione interiore e psicologica dell’uomo moderno. Citoyen du monde, de Chirico visse a Volos, Atene, Monaco di Baviera, Firenze, Parigi, Ferrara, Roma e New York. Le sue città sono reinterpretazioni in chiave simbolica dell’architettura classica e senza tempo: “la piazza” e delle citazioni specifiche, come la Basilica di Santa Croce di Firenze, la Mole Antonelliana di Torino e la Gare Montparnasse di Parigi.

Una serie di opere del Maestro scelte dalla collezione della Fondazione presentano i famosi temi dell’Arte metafisica: la Piazza d’Italia e gli Interni metafisici, insieme ai Manichini e gli Archeologi. Le opere, appartenente all’ultima stagione dell’artista, sono caratterizzate dall’uso di colore e la poeticità del trattamento dei protagonisti, mentre dimostrano, come sempre, la sua particolare e innovativo uso dello spazio nella rappresentazione come palcoscenico della relazione tra l’uomo e il suo mondo.

      Armonia della solitudine, 1976        Archeologi, 1968