De Chirico e la letteratura

C’è un’opera letteraria che considera perfetta?
Secondo me, dal punto di vista narrativo, il libro più perfetto è ‘Madame Bovary’ di Flaubert.

Che ne pensa de Chirico di Lucia Mondella?
Chi sarebbe?

La protagonista dei “Promessi Sposi”.
Ah, avevo dimenticato il cognome. Onestamente devo rispondere che la trovo poco interessante, poco divertente.

E la monaca dì Monza?
Lugubre. Per esempio, tra i libri dell’Ottocento francese c’è un romanzo che s’intitola ‘Le memorie di un giovane sfortunato’. È un libro molto ricco di humor, ma naturalmente non c’è caso che ne abbia mai sentito parlare.

Ama in particolare la letteratura dell’Ottocento francese?
Non in particolare. Baudelaire per esempio non mi entusiasma. Credo che la sua opera più importante, che del resto non è poca cosa, sia stata quella di far conoscere ai francesi De Quincey.

Un libro di De Quincey che consiglierebbe?
“Le memorie di un fumatore d’oppio”.

Qual è il suo filosofo prediletto?
Schopenhauer.

Era un gran pessimista.
Perché secondo lei i filosofi sono degli ottimisti?

È vero che lei si considera un filosofo?
Lo sono.

In ogni caso lei è anche uno scrittore. Ha scritto ‘Ebdòmero’ – ha scritto le sue memorie. Ha scritto altri libri?
Sì, un piccolo trattato sulla tecnica della pittura, trenta o quarant’anni fa, oggi naturalmente introvabile, [e ho] scritto a metà con mia moglie [un libro] intitolato “Commedia dell’arte moderna”.

Ha scritto altro, che si sappia?
Ho scritto anche molti articoli e saggi sulla pittura. Lei mi fa ricordare che un giorno o l’altro dovrò decidermi a raccoglierli e ripubblicarli.

Quali sono i poeti italiani che la interessano?
Non sto a dirle Dante. Dante interessa tutti. Le dirò che amo molto Leopardi. Anche il Foscolo, ma un po’ di meno.

Parliamo dei poeti italiani del nostro tempo.
Ce n’era uno, Velso Mucci, che ha scritto delle poesie secondo me molto belle, per quanto pochissimo note. Anche Saba e Ungaretti hanno scritto qualche bella poesia. Ma le più belle (o almeno quelle che personalmente trovo più belle in fatto di poesia moderna) sono le poesie di mio fratello, Alberto Savinio.

In tema di letteratura moderna, che ne pensa dei romanzi di Moravia.
Non posso rispondere perché non li ho letti, ma mi ripropongo di farlo in futuro.

Lei ha letto o legge libri gialli?
No. In compenso li legge mia moglie.  Lei li legge?

Io sì. In una intervista di qualche anno fa, hanno confessato di legger li perfino i filosofi Preti e Garin.
Mi rallegro per loro. Sembra che i libri gialli siano molto distensivi, anche se non ho capito bene come si fa a trovare distensivo un libro che parla di delitti e di assassini in agguato.

Ma lei prima di addormentarsi non legge niente?
No. Fumo la pipa, spengo la luce e mi addormento benissimo. Non ho la necessità né l’intenzione di degradare la lettura a funzione di sonnifero.

Crede che la civiltà delle immagini riuscirà a sopraffare quella della parola scritta?
Sì, anche se non so bene fino a quale punto. Chi vivrà vedrà.

Intervista di Berenice, 1968-1976 ca., in Incontro con Giorgio de Chirico, a cura di Carmine Siniscalco, Edizioni La Bautta, Matera – Ferrara, 1985, pp. 131-132.