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D’après Giorgio

Patrizio Di Massimo, Ritratto di Alfredo Casella, 2012
Catalogo mostra a cura di Izet Sheshivari e Luca Lo Pinto – Boabooks 2014
D’après Giorgio – Casa-museo de Chirico, Luca Lo Pinto, “Metafisica” n. 11/13
Si è conclusa il 26 gennaio 2013 la mostra D’après Giorgio, un progetto ideato e curato da Luca Lo Pinto che ha coinvolto “artisti volutamente eterogenei fra loro per generazione, poetica e ricerca stilistica” e li ha chiamati ad intervenire nella Casa- museo di Piazza di Spagna 31 “con opere non invasive, in grado di relazionarsi con lo spazio e di mimetizzarsi in esso, al fine di creare vari e molteplici livelli narrativi e interpretativi.[1]
La splendida abitazione di Giorgio e Isa de Chirico è tornata quindi a vivere tramite 31 lavori, tra installazioni, dipinti, disegni, sculture e fotografie, che si sono rivelate delle “testimonianze dirette del ruolo che de Chirico, ieri come oggi, continua ad esercitare sull’arte contemporanea”.[2]
“365 giorni di provocazioni”[3] durante i quali gli artisti hanno inserito, in momenti diversi, i loro lavori nella Casa- museo.
La mostra, inaugurata il 27 Gennaio del 2012, è stata volutamente pensata e impostata come un racconto dove il visitatore, con una mappa in mano indicando i singoli lavori e i loro autori, ha avuto la possibilità di “perdersi” all’interno della casa del Pictor Optimus, scoprendo le opere insieme alla guida della Fondazione.
Durante l’anno, critici, curatori e docenti di chiara fama, quali Laura Cherubini, Stefano Chiodi, Ester Coen, Cristiana Perrella, Bartolomeo Pietromarchi,  si sono prestati a fare da Virgilio all’interno nelle stanze dove il Maestro ha trascorso gli ultimi 30 anni della sua vita, guidando i visitatori, di volta in volta, in occasione dell’installazione di un nuovo lavoro.
“Questa dimora è un ritratto d’autore ed è così che ho chiesto agli ospiti d’interpretarla” dichiara Luca Lo Pinto. “Siamo tutti qui a mimare Giorgio, ma con ironia garbata. L’ho immaginato tra le cose frivole che ci piacciono”.[4]
Con D’Après Giorgio l’arte contemporanea si è quindi intrecciata all’arte moderna e viceversa, riaffermando l’indiscutibile valore e importanza della figura del Pictor Optimus. Egli è stato, oltre che “custode della tradizione”, anche antesignano del contemporaneo, vista peraltro la sua straordinaria tarda stagione della Neometafisica, per non parlare della Fontana dei Bagni misteriosi, opera “Pop” del 1973, eseguita quando l’artista aveva 85 anni.
Si può quindi affermare che mai, come in questa mostra, il mondo nella sua eterogeneità “si sia affacciato” a casa de Chirico: artisti, studiosi, ragazzi, giovani e meno giovani hanno visitato il palazzetto Borgognoni con curiosità, passione e sorpresa.
La mostra ha avuto una calda accoglienza, oltre che dal pubblico, anche dalla stampa. Testate internazionali e nazionali quali Il Corriere della Sera, Il Messaggero, Artview, Artforum, l’Espresso, Il Venerdì, il Journal, Velvet, D Donna, e molte altre, hanno colto l’importanza del progetto realizzato in sinergia con la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, pubblicando numerose recensioni.
Il progetto di Luca Lo Pinto ha quindi aperto una porta i tra due mondi paralleli dell’Arte Moderna e Contemporanea, alla fine non così distanti tra loro.
Si è rivelata “dunque ottima l’idea della Fondazione  di ‘aprirsi’ per far conoscere ad un pubblico sempre più ampio questo luogo a suo modo unico[5] come la Casa-museo Giorgio e Isa de Chirico.
Per la lista degli artisti che hanno partecipato al progetto, vedere anche…

[1] Edoardo Sassi, «Corriere della Sera Roma», 25 Gennaio 2012.

[2] Pier Paolo Pancotto «Il Messaggero», Gennaio 2012.

[3] «ELLE», Gennaio 2012.

[4] Citazione dall’articolo di Barbara Casavecchia, «D Donna», Gennaio 2012.

[5] Edoardo Sassi, «Corriere della Sera Roma».