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Interno metafisico con mano di Davide, 1968

Interno metafisico con mano di David, 1968

Olio su tela, cm 79,5 x 59,5 (Inv. 29)

La ripresa di temi della prima stagione metafisica da parte di de Chirico tra il 1968-1976 durante il periodo neometafisico è caratterizzata da una varietà di approcci e tipologie. Nel quadro in oggetto compaiono mescolati tra di loro i vocaboli del linguaggio metafisico del Maestro di diversi periodi. L’interno delineato in una prospettiva sghemba, dove si accumulano le squadre e i regoli di molti quadri del periodo ferrarese (1915-18), vede la presenza di dettagli iconografici provenienti dal ciclo dei Bagni misteriosi degli anni Trenta, quale è il pallone a strisce colorate affiorante dal parquet come fosse la superficie dell’ acqua.

Significativa è a scelta di riprodurre al centro del dipinto la mano destra del David di Michelangelo che risulta protagonista assoluta della composizione. Essa corrisponde all’interesse che da sempre connota la riflessione artistica dechirichiana, quello per il ‘museo’. E in tal senso è facile accogliere la lettura che Calvesi fa delle due volute che incorniciano la mano del David, le quali “sembrano smontate dalla lira di Apollo o da uno scenario barocco […] quasi a mettere tra virgolette le auto-citazioni” (De Chirico. La nuova Metafisica, 1995,  p. 17). I due sinuosi elementi, che sembrano peraltro richiamare i colli dei cigni d serie dei Bagni misteriosi, costituisco una delle fantasiose invenzioni di questa stagione che è stata definita neometafisica. L’artista che ha compiuto un lungo percorso attraverso il “museo”, vi incontra ora anche se stesso, così cita l’arte del passato ma cita anche i propri temi, di quel “museo” ormai fanno parte, in una autoironica ricapitolazione che giustamente qualcuno ha letto in chiave post-moderno. (SV)